L’incontro con Edwin E. Gordon

  • Blog

di: Andrea Apostoli

Ho incontrato Edwin Gordon il 20 luglio 1998 alla South Carolina University.

Mi disse che ero il primo italiano ad essere suo allievo.
Che onore… e che onere pensai!

Dalle prime parole capii che la sua Teoria dell’Apprendimento Musicale aveva in sé le risposte a tante domande che mi facevo da tempo;  sia come musicista che da educatore musicale.
“Non sottostimate mai i bambini” – “Sono piccoli di dimensioni ma molto più grandi di noi dal punto di vista dell’apprenidmento”– “Siate musicali quando insegnate musica ai bambini come quando tenete concerti” – “Ogni bambino è diverso, non forzate o spingete mai per ottenere performance prima che siano pronti spontaneamente a farlo”  e poi tanti  altri concetti che ancora influenzano positivamente la mia attività e quella di tanti Formatori e Insegnanti AIGAM.

In quella estate del 1998, poco prima che tornassi in Italia, mi chiamò nel suo ufficio e mi disse una frase che porterò sempre con me: “Non devi insegnare musica ai bambini. Devi essere musica per loro”.
Eh si… la sua intuizione per cui i bambini possono apprendere la musica come apprendono il linguaggio portava con sé tante altre intuizioni. I genitori non insegnano il linguaggio e non insegnano il movimento, ma ne sono modelli diretti, ai loro occhi sono linguaggio e movimento.

Non sapevo ancora, in quel lontano 1998, che sarei tornato negli USA ogni estate per diverse estati a frequentare corsi di formazione sulla Music Learning Theory e che quel Professore geniale sarebbe diventato per me un mentore e poi una persona vicinissima a livello personale.

Dopo aver tenuto i primi corsi di Musica in fasce già nel 1998 presso la Scuola Popolare di Donna Olimpia e in altre realtà educative, nel 2000, su suo consiglio fondai l’AIGAM, l’Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale.

Gordon veniva ogni anno ad insegnare in Italia.
Lo ospitavo a casa mia per lunghi periodi e imparavo tantissimo da un uomo curioso e sempre aperto al cambiamento: “Non lo chiamate Metodo Gordon. Ogni idea geniale quando diventa metodo muore”. Dopo anni di ricerca empirica e osservativa e scientifica Gordon era sempre aperto all’idea di guardare al suo lavoro in senso evolutivo e aperto.

Tanti sono stati i regali ricevuti.
Personali:  l’onore di poter scrivere con lui a quattro mani due libri, uno dei quali anche pubblicato negli USA, i tanti attestati di stima, a volte così alti da mettermi in difficoltà rispetto ad altri suoi allievi;  il sostegno continuo nei momenti di difficoltà,  che la fondazione e la guida di una realtà associativa comportano negli anni.  La possibilità di essere in contatto con lui e poi con la figlia fino al giorno della sua morte, il 4 dicembre 2015. Prima di morire ha comunicato che era “curioso di entrare in una nuova dimensione…”  questo è il pensiero che mi ha voluto lasciare sua figlia di lui.

All’AIGAM: la sua presenza nei corsi di formazione fino al 2008 quando ormai ottantunenne sopportava con fatica il viaggio, la lontananza dalla sua Carol e le tante ore di insegnamento. I riconoscimenti ufficiali ed esclusivi all’Associazione, la guida continua.

L’AIGAM oggi è una realtà viva, che fa ricerca, che attraverso le supervisioni degli Insegnanti in gruppo favorisce il ricambio e il rigenerarsi di competenze e di idee.

Una associazione che negli ultimi anni ha favorito lo svilupparsi di meccanismi decisionali e di selezione delle competenze al suo interno sempre più ispirati ai più moderni esempi di gestione democratica ispirati alla meritocrazia.

L’AIGAM collabora con tante istituzioni in Italia e all’estero.
Personalmente e come Presidente dell’AIGAM sono felice che oggi il tema dell’apprendimento musicale da 0 a 6 anni si in Italia accettato e diffuso.
Diciotto anni fa non l’avrei creduto possibile.